Perché un fotografo professionista

Il successo e la diffusione della fotografia digitale, anche attraverso fotocamere non costose, tablet o smartphone ha regalato a tutti lʼillusione di sentirsi un po’ “fotografi”, comportandosi di conseguenza.

Ai tempi della pellicola, essere un fotografo professionista significava sapersi ben destreggiare, dopo anni di studi ed esperienza, tra calcoli ed algoritmi per avere la luce giusta, scegliere senza errori la sensibilità della pellicola, dosare fluidi e magie in camera oscura.

Che cosa è realmente cambiato, da allora?

Per un fotografo professionista molto, perché ha dovuto adattare e convertire tutto ciò che ha studiato nei nuovi strumenti forniti dallʼera digitale, che sebbene sembrino facili a livello amatoriale, in realtà sul piano professionale portano a specializzazioni ed aggiornamenti continui, perché lʼevoluzione delle tecniche digitali, sia di ripresa che di elaborazione e postproduzione, non conosce sosta ne rallentamenti.

Per un fotografo amatoriale invece, la mania dello “scatto” si è semplificata e conseguentemente accentuata.
La fotografia ha perso quei misteri che appartengono da sempre ai professionisti: la pellicola oggi non ha più quellʼeffetto “sorpresa” di un tempo, perché è stata sostituita dalle schede di memoria, che rendono tutto visibile subito, un istante dopo quello dello scatto, offrendo lʼopportunità di rimediare, modificando le impostazioni manualmente.
La camera oscura è stata completamente sostituita dai software di editing e dai programmi di fotoritocco. Dunque questa “apparente” facilità” ed immediatezza dellʼera digitale ha portato le persone comuni ad indossare una fotocamera, a settarla sui vari programmi automatici disponibili, a scattare ed elaborare con lʼillusione di “essere” un fotografo.

Ma possedere una valida fotocamera ci mette in condizioni di essere automaticamente bravi e validi fotografi? Certamente no.

Le generazioni nate in epoca digitale sono oggi le più fotografate in assoluto ma, paradossalmente, anche quelle che possiedono minori testimonianze tangibili della loro crescita: quelle stesse immagini raramente vengono stampate.
Ci si limita a conservarle in file, in hard disk e su computer che verranno sostituiti o aggiornati ciclicamente con conseguente perdita di dati.

Queste generazioni sono dunque candidate a non possedere ricordi “fisici” della propria esistenza, della propria evoluzione come individui, attraverso il tempo.
Sono generazioni che difficilmente da grandi potranno mostrare o dire ad una persona cara “guarda come eravamo!”

Scegliere ciclicamente un fotografo professionista significa optare per un investimento di immagini e memorie che attraverseranno la vostra vita e dureranno per sempre. Le sue immagini si accompagneranno o si affiancheranno alle vostre, che continuerete a riprendere autonomamente nella quotidianità della vostra intimità, come è giusto che sia. Ma segneranno la “differenza” tra un vostro scatto gradevole ed unʼopera artistica vera e propria, realizzata appositamente per voi.

Solo un fotografo professionista curerà il vostro specifico portfolio con competenza ed unicità, vi proporrà il set migliore per quel momento o per quella specifica tappa della vostra vita, vi guiderà nella scelta dei colori e nellʼarmonia dellʼabbigliamento per rendere la sessione gradevole allo sguardo del tempo, vi consiglierà sulla decorazione della vostra casa con immagini sempre nuove e realmente artistiche, vi permetterà di conservare nel tempo dei veri e propri album fotografici di altissimo livello qualitativo, che saranno le vostre memorie tangibili ed indelebili.

Immagini senza tempo, attraverso le quali vi “coccolerete” attraversando la vita.
E che permetteranno ai vostri figli e nipoti di gioire ed emozionarsi, ancora e per sempre.

Fonte:   A.I.F.B  www.fotobambino.it   TAU Visual